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Data: 27/08/2009, 13:04
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Autore: Gianluca Olivero
Nr. Post: 94
Località: Monasterolo di Savigliano
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ROMA LADRONA?
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Il destino dell’Italia è legato ad Umberto Bossi e al suo partito.
La Lega Nord, come consuetudine, ha allietato i caldi pomeriggi agostani con le solite proposte a metà fra il comico ed il tragico, fra la proposta e la protesta, fra la lotta ed il governo. Dialetto nelle scuole, rete televisiva territoriale, esami di dialetto per i professori, bandiere regionali da sostituire al troppo illuminista Tricolore, il verdiano “Va’ pensiero” al posto del “Canto degl’Italiani” di (?) Mameli…
La verità è che in questo modo la Lega è riuscita ad imporsi nel dibattito politico, a conquistare le prime pagine dei giornali, ad influenzare le tematiche nell’agenda del governo. Un partito del 10%, che è riuscito a convogliare su di sé per un mese intero i riflettori mediatici. E riflettori mediatici significano voti…
Ma usciamo un attimo dal folklore di queste proposte populisteggianti e riflettiamo, invece, sul ruolo della Lega.
La Lega Nord esiste fin dagli anni ’80, pur con denominazioni differenti, ed ha incarnato la voglia di autonomismo, financo di secessione delle popolazioni “padane”, ovvero degli abitanti dell’Italia settentrionale.
Ebbene, la Lega Nord, in questi anni, è riuscita a crescere e prosperare su una tematica che, inizialmente, non era sentita dalla gente. La Padania non è mai esistita, eppure, dopo vent’anni di protagonismo mediatico, sembra diventata la nuova patria di chi, come me, vive a ridosso del Po.
È stato, bisogna darne atto a Bossi e colleghi, un grande colpo strategico, il creare l’idea di uno Stato padano e radicarla a tal punto nell’immaginario collettivo che, in certe regioni, il partito che nasce da questo e per questo sfiori punte del 30-40%. Mica bruscolini.
Ma ridurre tutto a ciò sarebbe un errore. Perché la Lega Nord rappresenta non soltanto le istanze di una nazione inesistente, ma incarna tutte le spinte di protesta, d’insoddisfazione nei confronti dello Stato e della classe politica dirigente. Incarna un popolo che è stufo dei politici che mangiano e che richiede di amministrare da sé i propri beni pubblici, i propri denari.
Sarebbe, quest’ultima, un’iniziativa lodevole, seppur condita con slogan altisonantemente populisti, come “Roma ladrona” ecc.
Sarebbe, appunto, se non che la Lega Nord, ormai, è entrata già da tempo nella stanza dei bottoni. La Lega anticasta è giunta, anno dopo anno, ad incarnare parte della casta stessa.
Su questo fatto, la questione delle province è lapalissiana: il programma elettorale di Berlusconi presidente prevedeva chiaramente l’abolizione delle province. Perché non è ancora stato fatto, né, presumo, si farà mai?
Perché, evidentemente, va a cozzare con gl’interessi particolari di qualcuno che è alla maggioranza. Ed in particolare della Lega, che fa del governo del territorio ( e delle varie poltrone che offre…) la propria bandiera.
Certo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. E questi interessi, ovviamente, sono interessi anche di ambienti, molti, del PDL.
Vorrei fare, poi, un ultimo appunto: nel 2011, anniversario dell’Unità d’Italia. 150 anni, poca cosa nei confronti delle altre grandi nazioni europee, ma comunque un evento importante, importantissimo. Che sarebbe degno di venire festeggiato a dovere. E che invece…
Concludo. La Lega Nord, ad oggi, rappresenta una forza quasi secessionista, che, certamente, pone spunti interessanti e, anche, proposte condivisibili, ma che, nell’impostazione della sua azione, richiama tanto movimenti populisti e, in un certo senso, reazionari, tradizionalisti, avversi al cambiamento. Eppure, è auspicabile un’evoluzione del movimento, che diventi un vero Partito Federalista ITALIANO. A tutela dell’autonomia, ma sempre attento all’interesse nazionale. Speriamo… e l’intelligenza politica di Bossi può essere in grado di comprendere che un tale partito potrebbe raggiungere soglie del 25-30-40%.
Roma è ladrona? È da venticinque anni che la Lega è presente, a Roma. Nei palazzi, nei governi, nei giochi di potere.
Viva l’Italia. Non la Padania.
Gianluca Olivero
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Data: 09/09/2009, 1:46
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Autore: socialista sano
Nr. Post: 2168
Località: Castellavazzo
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Gianluca Olivero ha scritto:
Il destino dell’Italia è legato ad Umberto Bossi e al suo partito.
La Lega Nord, come consuetudine, ha allietato i caldi pomeriggi agostani con le solite proposte a metà fra il comico ed il tragico, fra la proposta e la protesta, fra la lotta ed il governo. Dialetto nelle scuole, rete televisiva territoriale, esami di dialetto per i professori, bandiere regionali da sostituire al troppo illuminista Tricolore, il verdiano “Va’ pensiero” al posto del “Canto degl’Italiani” di (?) Mameli…
La verità è che in questo modo la Lega è riuscita ad imporsi nel dibattito politico, a conquistare le prime pagine dei giornali, ad influenzare le tematiche nell’agenda del governo. Un partito del 10%, che è riuscito a convogliare su di sé per un mese intero i riflettori mediatici. E riflettori mediatici significano voti…
Ma usciamo un attimo dal folklore di queste proposte populisteggianti e riflettiamo, invece, sul ruolo della Lega.
La Lega Nord esiste fin dagli anni ’80, pur con denominazioni differenti, ed ha incarnato la voglia di autonomismo, financo di secessione delle popolazioni “padane”, ovvero degli abitanti dell’Italia settentrionale.
Ebbene, la Lega Nord, in questi anni, è riuscita a crescere e prosperare su una tematica che, inizialmente, non era sentita dalla gente. La Padania non è mai esistita, eppure, dopo vent’anni di protagonismo mediatico, sembra diventata la nuova patria di chi, come me, vive a ridosso del Po.
È stato, bisogna darne atto a Bossi e colleghi, un grande colpo strategico, il creare l’idea di uno Stato padano e radicarla a tal punto nell’immaginario collettivo che, in certe regioni, il partito che nasce da questo e per questo sfiori punte del 30-40%. Mica bruscolini.
Ma ridurre tutto a ciò sarebbe un errore. Perché la Lega Nord rappresenta non soltanto le istanze di una nazione inesistente, ma incarna tutte le spinte di protesta, d’insoddisfazione nei confronti dello Stato e della classe politica dirigente. Incarna un popolo che è stufo dei politici che mangiano e che richiede di amministrare da sé i propri beni pubblici, i propri denari.
Sarebbe, quest’ultima, un’iniziativa lodevole, seppur condita con slogan altisonantemente populisti, come “Roma ladrona” ecc.
Sarebbe, appunto, se non che la Lega Nord, ormai, è entrata già da tempo nella stanza dei bottoni. La Lega anticasta è giunta, anno dopo anno, ad incarnare parte della casta stessa.
Su questo fatto, la questione delle province è lapalissiana: il programma elettorale di Berlusconi presidente prevedeva chiaramente l’abolizione delle province. Perché non è ancora stato fatto, né, presumo, si farà mai?
Perché, evidentemente, va a cozzare con gl’interessi particolari di qualcuno che è alla maggioranza. Ed in particolare della Lega, che fa del governo del territorio ( e delle varie poltrone che offre…) la propria bandiera.
Certo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. E questi interessi, ovviamente, sono interessi anche di ambienti, molti, del PDL.
Vorrei fare, poi, un ultimo appunto: nel 2011, anniversario dell’Unità d’Italia. 150 anni, poca cosa nei confronti delle altre grandi nazioni europee, ma comunque un evento importante, importantissimo. Che sarebbe degno di venire festeggiato a dovere. E che invece…
Concludo. La Lega Nord, ad oggi, rappresenta una forza quasi secessionista, che, certamente, pone spunti interessanti e, anche, proposte condivisibili, ma che, nell’impostazione della sua azione, richiama tanto movimenti populisti e, in un certo senso, reazionari, tradizionalisti, avversi al cambiamento. Eppure, è auspicabile un’evoluzione del movimento, che diventi un vero Partito Federalista ITALIANO. A tutela dell’autonomia, ma sempre attento all’interesse nazionale. Speriamo… e l’intelligenza politica di Bossi può essere in grado di comprendere che un tale partito potrebbe raggiungere soglie del 25-30-40%.
Roma è ladrona? È da venticinque anni che la Lega è presente, a Roma. Nei palazzi, nei governi, nei giochi di potere.
Viva l’Italia. Non la Padania.
Gianluca Olivero
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La lega, un partito al servizio degli interessi personali di Berlusconi... e dei propri interessi...
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