HOME > NEWS

Un risultato colpevole e liberatorio. Sergio Verrecchia



Nel disastro del dato elettorale del Partito Socialista c’è un forte, chiaro ed indiscutibile elemento positivo e liberatorio: la fine di una nomenclatura incapace, arrogante, presuntuosa che ha preteso di voler rappresentare un’idealità che non ha mai ricalcato.
Questo “superbo” gruppo di superbia dopo aver collezionato 15 anni d’iniziative fallimentari ora cerca di dare la colpa agli altri. A Veltroni, perchè ha diviso la sinistra. A Berlusconi per aver abusato dei suoi poteri mediatici. Al fato contrario. Questa è l’ennesima ed ultima dimostrazione dell’insipienza e dell’irresponsabilità che ci ha governato in questi ultimi periodi.
Bene ha fatto Borselli a dimettersi, attendiamo anche le dimissioni di Angius che si porta dietro, almeno come gli altri, la responsabilità del disastro.
Un gruppo, sordo a qualsiasi consiglio, tanto arrogante da mettersi da solo a capolista in tutta Italia in due, tre, quattro, cinque collegi. Incapace di scrivere messaggi di novità e di coraggio. Sterile di consenso. Convinto di governare un’idea, un movimento storico, una cultura, con un manipolo di adepti, salariati e cortigiani sparsi nel territorio nazionale. Arroganti nel concepire il Partito come una cosa propria. Impermeabile ai consigli e agli aiuti. Garantendosi con il vecchio trucco del tesseramento gonfiato, mostrando una prepotenza puerile e riflettendosi solo nello specchio autoreferenziale della propria presunzione.
Questo gruppo, per il bene di una storia, deve lasciare il passo, senza trucchi o finzioni.
Come è stato detto da molti prima, ma inutilmente, non c’è novità senza il nuovo.
Eppure abbiamo una generazione di giovani, forse poco esperti, probabilmente con difetti, con tanta voglia di arrivare e di cercare scorciatoie, con vizi che hanno assimilato dall’ambiente, ma anche il peggiore di loro non potrà fare più danno di quanto i nostri “santoni” hanno dimostrato di saper produrre.
E’ stato umiliante aver assistito alla questua di un accordo pietito con il Partito Democratico per un’alleanza innaturale, accusandolo poi di intolleranza e protestando come bambini perché non ci hanno voluto. Questi compagni conoscono il senso della dignità? Si sono dimenticati i valori socialisti di autonomia ed identità?
Non ci sarà un semplice congresso socialista di 74.000 iscritti, in gran parte fantasmi, da manipolare.
Non ci saranno più i trucchetti di maldestri prestigiatori delle tessere.
Non ci sarà più una linea suicida di continuità.
Se ci sarà mai una riunione, sarà un’assemblea da Stati Generali. Una sollevazione, una rivolta!
Se non sarà convocata, ci penserà la protesta e la contestazione a farlo.
Cambiare epoca, libro, genere, uomini.
E’ indispensabile aprire al nuovo. Una novità di forma, di sostanza e di linguaggio. Una novità di contenuti.
Costruire un nuovo Partito federato e federalista che dia il massimo valore alle autonomie e le applichi al suo interno. Altro che centralismo a cui si è tolto in questi anni il significato stesso di democratico!
Il Partito Socialista è stato, ed è tuttora nel mondo, un movimento di avanguardia, una forza che rappresenta il futuro, il progresso, le libertà, che difende l’uomo prima del sistema.
Un’idea che si batte con coraggio contro le ingiustizie, contro le conservazioni, contro le corporazioni, contro le prepotenze.
Un immagine identificata nel suo coraggio di osare, nel coinvolgimento di un’emozione, nella freschezza di un metodo, nel ruolo di avanguardia, nel suo sguardo giovane, franco e sincero.
Dov’erano questi elementi nella nostra campagna elettorale?
Abbiamo ottusamente insistito su un laicismo fuori del tempo, pensando così di farci identificare. Un anticlericalismo che non c’è mai appartenuto. Esagerato, impopolare.
Il nostro programma era intitolato: “Un Italia laica, civile e moderna”. Quale slogan poteva essere più banale, incolore e generico di questo?
Molti di noi hanno chiesto di dare una mano, di partecipare all’organizzazione della campagna elettorale, di mettersi a disposizione, ma gli emuli regionali di questi “maitre à penser” hanno pensato bene di impedirlo. Bastavano loro! E abbiamo visto come è andata.
Il disastro elettorale è unicamente colpa nostra e della nostra inettitudine.
La storia recente di questa dirigenza è fatta di tatticismi, mediazioni, opportunismi. Una storia di accordi per sopravvivere perpetuandosi nell’inutile incapacità.
Abbiamo sbagliato con Dini, con i Verdi, con Prodi, con L’Unione con Berlusconi ed oggi.
E’ tutto finito? Forse è troppo tardi, forse no! Dipende dalla reazione dei compagni di tutti i territori e dalla voglia di dedicarci ancora passione e sacrificio.
Se una speranza c’è, essa nasce dall’autoconvocazione di un Comitato di Salute Pubblica proprio come fu durante la Rivoluzione Francese. Da un’iniziativa spontanea, promossa dal basso per sanare un vertice da tempo inconsistente, sordo, muto e cieco.
Gli uomini nuovi ci sono, le idee saranno conseguenti, ma non ci sarà un ricambio spontaneo.
Il nuovo deve essere una necessità vitale da difendere e conquistare, con determinazione, contro chi farà di tutto per mantenere i fili di un gioco ammuffito l’unico retaggio che gli rimane della polvere del tempo.



Sergio Verrecchia

COMMUNITY
Cerca nel sito:


FORUM

Partecipa al Forum discussione del Nuovo PSI

Ultima Discussione
Iniziata da
Mai demordere!
giampaolomercanzin



SONDAGGIO

Qualcuno risolverà l’emergenza rifiuti in Campania?
Solo San Gennaro.
Siamo sulla buona strada.
No, troppi interessi contrapposti.


Visualizza Risultati
Archivio Sondaggi


Firenze 9 Novembre ... info
III Rendiconto Annuale
  Civitavecchia 22 settembre 2007